martedì, 24 novembre 2009 alle 14:42
Domenica, 07 dicembre 2008 alle 12:08
Per Messina e provincia
Questo è un cucciolo di 5 mesi ( li compirà presumibilmente il 14 dicembre) che faceva parte di una cucciolata di nove che abbiamo trovato il 20 luglio u.s. in un sacco strettamente legato e buttato in fondo a un pozzo. I nove cuccioli sono stati messi al sicuro (Vedi post del 20 luglio), allevati con amore e sacrificio, svezzati e infine 7 di loro tra cui anche lui hanno trovato una casa ma...la persona a cui era stato affidato non ha preso le giuste precauzioni e il cane è scomparso da un terreno che lo lasciava così libero di scorrazzare ma anche con il rischio perdersi nelle campagne di ITALA ( Contrada Barone) una frazione di Messina.Siamo molto dispiaciuti dell'accaduto che mi è stato nascosto per almeno 20 o 30 giorni, non conosco di preciso la data della scomparsa ma chiunque l'ha visto e mi porta sue notizie è ringraziato a vita.Voglia Dio che sia in mano a persone buone che lo stanno accudendo come abbiamo fatto noi e se così è, sarà, se vuole, il suo nuovo padrone. Il cane deve fare ancora le vaccinazioni e non ha il microcip, cose a cui avrebbe dovuto pensare l'affidatario ma non ha fatto in tempo. Chiunque l'abbia trovato può telefonare per restituircelo o per darci notizie belle o brutte che siano altrimenti non smetteremo mai di cercarlo con la pena nel cuore.
Il cucciolo che al momento dell'affido pesava 18 chili ha un aspetto che lo caratterizza la mascherina nera sugli occhi come Zorro (infatti lo chiamavamo Don Diego de la Vega), rispondeva al nome di Ronnie che gli era stato dato dal suo nuovo padrone ma questo poco importa
se con lui è rimasto per poco tempo.
Grazie a chiunque ci darà notizie.

http://tamango.splinder.com/post/19260359/APPELLO
Dove sei?
domenica, 14 dicembre 2008 alle 11:08

Ombre su un fiore...
Respiro piano, ho la lingua secca, la testa mi fa male e la fame che avevo è sparita. Gli odori qui intorno sono forti ma strani, non li conosco, non li ho mai sentiti prima d'ora, non so dare un nome, non li associo bene, ma ciò che conta che ho una strana sensazione, mai provata prima, la mia pelle è raggrinzita, tremo, i miei polpastrelli sono turgidi, chissà perchè?
L'altro giorno ho visto due uomini vestiti come papà, a volte anche mamma si veste così, ma lei spesso ha le braccia scoperte ed è bellissimo mordergliele perchè morbide come i miei polpastrelli prima; questi due uomini parlavano di una cosa mentre si toccavano un bastone che pendeva loro dalla spalla, dicevano che tirava una brutta aria, che si prevedeva una cosa... vediamo se ricordo bene, ah, sì, ecco! dicevano che ci sarebbe stato freddo, forse è quello che mi rende i polpastrelli turgidi e la lingua secca. Adesso è meglio pensare solo alla mia mamma...al lattuccio caldo... e non so se lei mi pensa, chissà? Mamma....
Se riesco ad abbracciarmi da solo forse sentirò meno freddo, forse...
Aspetterò ancora un po' prima di addormentarmi, chissà se riesco a piegare le mie gambe, già, le gambe... il tormentone della mamma, mi diceva sempre di non fare male alle sue gambe con le mie... zampe, ecco come chiamava le mie gambe! Spero che arrivi presto il giorno e che aprendo gli occhi due lingue calde mi avvolgano di calore, quello che non mi è mai mancato in tre mesi di vita, e che Vittoria e Ronnie non siano solo un sogno che sta svanendo piano piano...
http://tamango.splinder.com/post/19322847/Dove+sei%3F
Domenica 22 novembre 2009
Vedo un'auto che sale a destra del greto della fiumara, spero non sia l'accalappia cani di quel giorno, quando si portò via i miei compagni e mi salvai nascondendomi sotto l'auto vecchia che mi ha coperto nei giorni di pioggia; sale lentamente mentre le persone dentro sorridono e si agitano guardandomi, non so...non mi sono sconosciute, scodinzolo intanto che scavo nella mia memoria...
Mio Dio! La mamma, papà e zia Tumbergia! Vorrei che mi abbracciassero, che mi coccolassero ma temo che forse non si ricordino di me, che...anche zia Michela!
Ma cos'è quella cosa grande con quattro zampe ( come chiamava le mie gambe la mamma) su cui lei sta sopra? La vedo ogni tanto oltre la fiumara che mi guarda ma io scappo, ho paura di quel cane che non abbaia che ha la testa grande e delle unghie di ferro che fanno rumore, forse è meglio che mi allontano un po'!
La mamma ora sta parlando con la signora che mi da da mangiare, che non mi accarezza e che non accarezza nemmeno il gatto, chissà cosa si dicono, chissà?
La mamma le mostra un foglio di carta e guarda verso me, la zia Tumbergia piange e zia Michela è scesa da quel coso, lo bacia come baciava me...
Stanno andando via, forse vanno da...sì, sì da Vittoria e Ronnie, i miei fratelli!
Papà da un sacchetto alla signora, mi guarda e va via portando con se tutte le mie domande, credo che lo vedrò ancora, anzi ne sono certo, parola di Gerry, ma spero senza quel cane che non abbaia.
Ecco Don Diego de Lavega dopo un anno:
È vivo!



da tamango
per amore di un cucciolo
grazie per i commenti (1)

giovedì, 19 novembre 2009 alle 09:45

Dietro un sorriso
La malinconia del sogno spezzato
cavalca i ricordi,
e nel cortile
dei gelsomini penduli
l'ombra della tua mano
si ferma al cuore,
gli occhi al cielo
sono promesse d'amore.
Mi rubavi il tempo,
straziandomi la bocca
come il morso del cavallo
perché di filo spinato
era il recinto dei miei galoppi.
Sul ciglio del mondo
vedo
i fuochi dei giorni ciechi
quando l'aria
graffiava il mio cammino
come solchi di un fiume scorso,
e una fanciulla illusa
da un nostalgico sogno
che accenna un sorriso.
da tamango
uomo
grazie per i commenti (36)

giovedì, 05 novembre 2009 alle 18:33

da tamango
grazie per i commenti (90)

lunedì, 02 novembre 2009 alle 03:37

da tamango
grazie per i commenti (27)

sabato, 31 ottobre 2009 alle 12:40



da tamango
grazie per i commenti (15)

giovedì, 29 ottobre 2009 alle 11:07

Mara Eli
La musica che amo e che scelgo per i miei post è il frutto di una ricerca attenta e insaziabile e ogni volta sempre più difficile; YouTube è un valido aiuto e spesso trovo brani che mio figlio converte in mp3 e che io posto, durante una di queste ricerche ho scoperto una cantante formidabile, confesso la mia ignoranza in questo caso, non la conoscevo, mai avevo sentito parlare di lei perchè sicuramente non ci sono state quelle coincidenze che fanno di un incontro tra persone un'esperinza di vita, lei si chiama Mara Eli.
http://www.maraeli.com/bio.html
"Violinista, cantante, all’anagrafe Maria Elisa Di Fatta, nasce a Palermo ma vive a Cefalù dove comincia i suoi studi musicali all’età di 6 anni. Diplomatasi in violino al Conservatorio di Musica V.Bellini di Palermo, si perfeziona con Rodolfo Bonucci a Roma.
Ha studiato canto lirico con Elizabeth Lombardini Smith e Doris Andrews a Roma. Ha seguito corsi di perfezionamento come professore d’orchestra al teatro lirico sperimentale A. Belli di Spoleto e all’accademia del teatro alla scala di Milano con cui ha collaborato per diverse produzioni artistiche.
Ha fatto parte dell’Ass.per la musica antica “A. Il Verso”, con la quale ha partecipato alla realizzazione ed all’incisione discografica della “Dafne” di M.da Gagliano, del “Orfeo”, del “Ritorno di Ulisse in patria” e del “Vespro della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi,sotto la direzione di Gabriel Garrido e per conto dell’ Ente Autonomo Teatro Massimo di Palermo.
Nel 2003 ha lavorato con il Teatro alla Scala di Milano in un’opera di Donizetti “Ugo conte di Parigi”. Ha suonato con l’orchestra del teatro lirico sperimentale di Spoleto con la quale è stata in tournèe in Giappone dove è stata rappresentata l’opera di Mozart ”le nozze di Figaro” nei teatri più importanti del paese, riscuotendo ampio consenso di pubblico e di critica. Ha suonato” Boheme”, “Italiana in Algeri” e “Traviata” nella stagione lirica ’04 del teatro lirico sperimentale “A.Belli” di Spoleto. Ha collaborato con l’ente concerti “Marialisa De Carolis”, Teatro di tradizione di Sassari per la stagione lirica 2004.
Ha vinto il suo primo concorso canoro alla tenera eta’ di 10 anni e da allora ha partecipato a numerosi concorsi nazionali, raggiungendo sempre i primi posti in classifica. Ricordiamo tra questi : TEEN AGER (1991), UNA VOCE PER L’EUROPA, SANREMO FAMOSI (1993), CASTROCARO (1994). Nel 1998 ha partecipato alla diretta televisiva della trasmissione di rete 4” LA DOMENICA DEL VILLAGGIO” presentata da Davide Mengacci e Rosita Celentano ed ha suonato a diversi concerti di Amedeo Minghi. Ha cantato nel film ”Il regista di matrimoni” di Marco Bellocchio e nel musical Ulisse di Gaetano e Stefano Midulla e in occasione del Capodanno ’07, nei saloni del Municipio di Vienna.
Ha cantato come solista con l’orchestra sinfonica Siciliana e The Brass group, con l’intervento di alcune guest star del calibro di Milici, Mascellino, Buzzurro e Cafiso, al Teatro Massimo e al teatro Politeama di Palermo interpretando brani popolari siciliani riarrangiati in chiave pop/jazz. Attualmente è la voce solista dell’orchestra Made in Sicily con cui ha inciso il disco “Made in Sicily - The Songs”.
http://www.maraeli.com/gallery/index.html
Ma come al mio solito ritardo ad ogni appuntamento ed ho perso così ogni possibilità di poterla seguire nella sua carriera, di essere una sua fan, di andare ai suoi concerti, subito dopo averla ascoltata e apprezzata l'ho pure disperatamente rimpianta: "Schianto nel Messinese due vittime sulla statale.
Perde la vita la cantante Mara Eli."
http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Su-Internet-l-addio-a-Mara-Eli-ai-funerali-il-brano-di-Sanremo/1559692
La canzone di sottofondo è
cantata da Mara Eli
Nun lu sapiti
Nun lu sapiti l’amuri ca v’haju
e nun sapiti quantu vi disiu
Non lu sapiti ca chiancennu staju
Quannu ca p’un mumentu nun vi viju
Dintra di l’arma mia na vampa c’haju
Quannu ca p’un mumentu nun vi viju
Si moru ‘n paradisu nun ci vaju
Picchì p’amari a vuji nun pensu a Diu
Cchiù tempu passa e chiù vi vogghiu beni
Speru di cunvincirivi pì dumani
Nun mi lassati amuri ‘ntra sti peni
Picchi siti pi mia l’acqua e lu pani
Picchi siti pi mia l’acqua e lu pani, l’acqua e lu pani
Traduzione
Non lo sapete
Non lo sapete quanto amore provo per voi
Non lo sapete quanto vi desidero
non lo sapete come sto piangendo
quando per un momento non vi vedo
dentro l'anima ho un fuoco
quando per un momento non vi vedo
se muoio in Paradiso non ci vado
perchè per amare voi non penso a Dio
Più tempo passa e più io vi voglio bene
spero che vi convinciate per domani
non mi lasciate, amore, in queste pene
perchè siete per me l'acqua e il pane
perchè siete per me l'acqua e il pane, l'acqua e il pane
Tamango
da tamango
uomo
grazie per i commenti (18)

venerdì, 16 ottobre 2009 alle 23:36

Trance
Avviso gli amici di questa piattaforma
che sono normale, non sono fuori di testa,
credo ancora agli uomini per ciò che resta,
ma non accetto tutto fuori di norma!
Merita attenzione una certa musica
che ripete il suo verso all'infinito
che martella le membra e pur l'udito
che rimane dentro e che ci rosica?
Sono note di sintesi che clonate
rubano ai giovani il ritmo che li libera:
da che, io non capisco; da mane a sera,
che Dio perdoni loro ste ca...volate!
Con questa musica, dicono, di tendenza,
si muovono spesso e viaggiano con la mente
saltano, bevono, sognano solamente(?)
ma a me sembra proprio una scemenza.
Forse non ho l'età, per me è una pizza
se mio figlio l'ascolta e la propina,
forse meglio sarebbe non di mattina,
perché così mi evita pure la stizza;
invece no, dice: ci fanno i festival,
di bianco tutti vestiti e alla maniera
di angeli oltre ogni barriera,
così che amo di più quel Mal
che su Furia era il capo dei banditi
(sono lo sceriffo io!), fuori di moda
con i vibrato in gola che si snoda
come molti cantanti già sentiti.
Stavo meglio quando stavo peggio,
"dance", "pop", e quella tecnologica,
chiamata techno che nei rave è tragica,
ma è la trance della musica dileggio.
I giovani di talento mi capiranno
se Cecco fosse stato foco...
così io la trance a poco a poco...
anzi subito: l'aboliranno?
Tamango
E a proposito di Tamango...
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da tamango
grazie per i commenti (85)

giovedì, 08 ottobre 2009 alle 18:33

Il ritorno
Mi son persa in un giorno di pioggia,
nel tempo indefinito,
quando la terra zuppa è rotolata a valle
ingorda di mare e anime.
Ho visto la grande luce spalancare l'uscio
e come chute di rodeo
chiudersi alle mie spalle
mentre ti cercavo,
ero erba e non ancora grano...
Ho sentito parole e preghiere
e sassi taglienti indicarmi la via
del ritorno.
Ti ho ritrovata
senza voce...
Tamango

da tamango
grazie per i commenti (69)

mercoledì, 30 settembre 2009 alle 13:52

Il grido senza eco
Voglio gridare...
il mio pianto senza lacrime
per chi muore ancora in guerra,
perché nelle tavole rotonde
c'è sempre il tredicesimo ma
non ci sono più ulivi...
per quegli uomini di buona volontà
che lavorano ma non sono trapezisti.
Grido per la fine di un'estate
che m'irradia dal mare
del pentimento e si percuote il petto!!!
Piccolo principe?
Non ci sei più nemmeno tu?
Com'è finita la
favola dell'uomo sulla luna?
Un giorno ci saranno due Tamango
senza vello, senza poesia, senza me...
Grido al mio Dio che l'amo,
nel silenzio s'alza
e nello spazio infinito
non trova la sua eco
e lì si perde...
si perde...
si perde...
Tamango
da tamango
grazie per i commenti (73)

lunedì, 28 settembre 2009 alle 09:18

"HONEST Scrap" è il prenio che mi è stato assegnato da tre miei
carissimi amici e che ringrazio:
Per riceverlo dovrei dire 10 cose di me che invece mi risparmio di scrivere
riportandovi il link di un'intervista dell'amico Mauropiadi alla quale mi sottoposi
esaurientemente qualche tempo fa.
Dovrei anche nominare altri 10 amici ma... come già scritto in passato, non amo le catene,
non amo obbligare. Un abbraccio a tutti voi con l'affetto di sempre.
Tamango
http://tamango.splinder.com/post/17026458/Tamango+news%21%21
da tamango
grazie per i commenti (21)

lunedì, 21 settembre 2009 alle 19:57

La porta aperta
Aprirò la porta lunedì mattina
perché tu possa entrare di nuovo
per abbracciarmi forte
come volevi con tua madre,
sposterò i mobili perché tu possa
danzare ancora
e io ti applaudirò.
Piangerò con te come
quando la tua anima
era in cerca di risposte
e le tue parole dal cielo
tornavano indietro
quali lame acuminate.
Aprirò la porta lunedì mattina
e non dirò nulla sui tuoi calzini bianchi,
lascerò fuori l'insofferenza che mi vede
orba della tua amicizia,
dei tuoi pensieri,
della tua voglia di vivere:
Entra pure, Ivan!
Tamango
da tamango
grazie per i commenti (49)

sabato, 19 settembre 2009 alle 16:32

IVAN
È una domenica sera di una decina di anni fa, squilla il telefono e, mentre mio marito va rispondere, intuisco che si tratta di Ivan; me lo passa, salutandolo.
Ivan è barbiere e il lunedì non lavora; deduco quindi che mi vuole portare il giorno dopo a fare una passeggiata, prendo la cornetta che mi passa mio marito e rispondo:
- Ciao Ivan, come stai? Sì, certo che mi va di venire con te, non si rifiuta mai una gita a Taormina, a che ora devo farmi trovare pronta?... Ma non è vero quello che dici, sarò puntualissima, devo solo lasciare il pranzo pronto per i ragazzi per quando tornano dalla scuola, perché presumo che mi offrirai anche il pranzo, vero?... Come? Alla romana? E che invito è? Va bene... ciao.
Avevo conosciuto Ivan nel negozio di surgelati della mia cara amica Graziella, faceva il ragazzo di bottega del salone di barbiere del cognato. È un ragazzo volenteroso, affabile e dallo sguardo indagatore, quello sguardo che è il suo biglietto da visita. Occhi neri, carnagione scura, capelli neri e lisci e un amore smisurato per la danza e per le persone. Ha solo 18 anni ma è maturato in fretta, appartiene a una famiglia numerosa, molte sorelle che ama in modo viscerale, un fratello, la sola madre (il padre se n'è andato) che è la sua ragione di vita. Una delle sue sorelle sposata, Pina, è andata a vivere a Firenze, la vita riserva amarezze difficili da mandare giù... la sorella dopo poco tempo si ammala e muore. È difficile aiutare Ivan a risollevarsi da questo lutto, ma lui sembra forte, continua a sognare di diventare ballerino di danza moderna, si allena, partecipa a vari spettacoli pur rimanendo barbiere e sopratutto va e viene da Firenze dove ci sono i due nipotini, figli di Pina, sempre presente tra i nostri discorsi e guida spirituale di Ivan.
Pina è la figura che incombe sulla vita di Ivan, ne scandisce i giorni e le notti, lui la sente vicina in modo tangibile, ne sente la presenza che lo rasserena e lo aiuta a realizzare i suoi sogni; riesce infatti, prima, a diventare socio del cognato e, poi, a comprare un salone tutto suo; tra una cosa e l'altra va e viene da Roma, dove frequenta un corso di recitazione, perché gli piacerebbe far parte del mondo dello spettacolo. La nostra amicizia è ben consolidata, lui viene spesso a trovarmi e resta a cena con la mia famiglia, a patto che io abbia dei limoni in casa... sì, perchè Ivan senza limoni a fine pasto è come un bicchiere mezzo vuoto, lui li mangia come un frutto qualsiasi e se gliene dai da portare via è ancora meglio. Passano gli anni e Ivan, impegnato com'è, dirada le sue visite, ci perdiamo di vista per un po' di tempo, ma poi ci promettiamo di non preoccuparci di questo e ci dedichiamo una canzone, "Amici per sempre" dei Pooh, a suggellare un'amicizia che nessuno potrebbe mai distruggere.
Ho ancora davanti agli occhi il suo sguardo di rimprovero quando mi incrociò nel corridoio dell'ospedale dove ero stata ricoverata per... ma lasciamo perdere, non sto parlando di me... lui aveva paura di ogni nuovo sintomo che poteva disturbarlo, somatizzava tutto, non me la sentivo di dirgli che ero stata male. Comunque, niente e nessuno poteva influenzare la nostra amicizia, io ero la sua confidente, lui il mio, poi...
Evidentemente ha fatto come me, non se la sentiva di farmi preoccupare e mi ha taciuto che stava male: Ivan è morto 5 giorni fa.
Ciao, Ivan, "amico mio per sempre!"
da tamango
grazie per i commenti (23)

mercoledì, 16 settembre 2009 alle 12:35



Il 4 luglio ricevo la telefonata di un'amica di mia sorella che, in procinto di partire per le vacanze, e ritenendosi (lei, da sé!) una gattara, preoccupata per il cucciolo di una randagia che accudiva, mi chiede la cortesia di tenerglielo per meno di un mese. Come potevo rifiutarmi? Non potevo, soprattutto perché il cucciolo di 20 giorni era deperito dato che la madre stava male e non lo nutriva più. La gattara in questione si chiama Luisa, e naturalmente mi faccio promettere che al rientro dalle vacanze deve provvedere a far adottare il cucciolo o tenerlo lei in casa. Il cucciolo si rivela poi essere una femminuccia; l'avviso del fatto per telefono e mi chiede di chiamarla Elena anziché Birimbao, come aveva deciso prima. Nella foto che la ritrae in braccio a mio figlio era da me da oltre un mese, l'avevo alimentata giorno e notte, curati gli occhietti, vezzeggiata e accudita amorevolmente, di quell'amore che va oltre l'idea che molti hanno di chi si occupa di di animali; infatti qualcuno dice che sia passione; ma che passione e passione!!! È solo rispetto per la vita, quello che ho, e reputo che tutti vi abbiano diritto, animali e piante. PUNTO. Non ho molto tempo per curarmi di me stessa, vista la numerosa colonia felina che abita con me, ma non mi tiro indietro mai davanti agli animali.
Fatta questa premessa "la gattara Luisa" dopo le prime due telefonate non si è fatta più sentire; sono passati due mesi, intanto Elena si era ambienta benissimo in casa, non prima però di una diarrea virale che purtroppo nei cuccioli senza la madre (e a volte anche se la hanno) è facile che insorga. Curata e guarita, non dico altro (contagio anche per alcuni dei miei gatti, quindi immaginate 'sti mici che non arrivano in tempo a raggiungere la lettiera...), Luisa aveva prolungato le sue vacanze, che importava se io non ero potuta andare nemmeno una volta a prendere un gelato con mio marito? Non importava , certo, avevo accettato l'incombenza e solo tacere mi toccava, ma...
Al suo rientro Luisa mi prospetta di tenere Elena con me, questo si rivela un gioco subdolo; ho rifiutato perchè ho già 30 gatti e la mia vita è un mezzo inferno, lei si giustifica dicendo che non sapeva come fare, era senza lettiera (quando basta un vassoio di plastica delle carote), che non avrebbe potuto alimentarla con lo stesso cibo con cui l'alimentavo io (le chiedo di farlo gradualmente) che... insomma, il giorno che ho scritto il post "IO OGGI" avevo saputo che aveva lasciato la gattina nel giardino perché non le sporcasse casa (cloaca del mondo, sommergili questi esseri che di pulito hanno solo il detersivo!) e la gattina è scomparsa... Non temo solo che possa essere morta, ma la paura che avrà avuto: trovarsi abbandonata, fuori, senza la minima protezione... Secondo voi, come mi dovevo sentire? Un gattino di quasi 3 mesi è come un bimbo di 2 anni, lo lascereste incustodito? E soprattutto, Luisa, che idea bislacca hai avuto ad autodefinirti gattara!?!?!?
da tamango
per amore di un cucciolo
grazie per i commenti (32)

sabato, 05 settembre 2009 alle 16:05

Una donna
Scrive d'amore mentre il profumo
di caffè si propaga per l'aria
e tra bottoni e tasti
comanda il suo regno.
Scrive che la musica la innalza
al cielo e la fa parlare con Dio
senza mai abbassare gli occhi scuri
perché con lui non ha pudore.
Scrive se un'emozione la coglie
e la svuota della sua vita
come il cuculo in cerca di nidi
e ne cementa le crepe dell'anima.
Scrive come sa e può di giorni
vissuti o fantastici,
il suo pensiero è poesia che dona
come fiori non recisi.
Scrive di malinconiche speranze,
di giochi erotici e virtù,
ama graffiare senza ferire
perché dei gatti è figlia.
Scrive la donna che sorride e piange,
che sbuccia le patate e lava panni,
che ha le mani ruvide e dolci le carezze,
mi presento: vostra Tamango!
da tamango
grazie per i commenti (93)

giovedì, 27 agosto 2009 alle 08:59

Da lontano
Ho imparato per amore a scrivere,
quando gli occhi tuoi bruni eran
lo specchio degli occhi miei.
Niente spago intorno alla valigia ma
un sacco con i lacci sulle spalle
e nelle tasche mezza matita blu,
del santo quella foto, voto di mamma,
e dentro al petto i sogni.
"Amuri mei, non chianciri, sto bene,
ti scrive la mia mano, vuoi vedere?
Traccio le dita intorno con la biro
e stai tranquilla che ritornerò!
Nel forno caldo, cinque minuti appena,
male non posso farmi, credi a me!
Voglio comprare casa, voglio te,
sapere ciò che dico,
capire ciò che sento,
mangiare la mia terra coi suoi frutti..."
L'uomo delle ferriere è già all'appello!
Saluterò i compagni
e torno a vivere:
grazie di tutto dolce Land!
Questa è la storia vera di un siciliano emigrato in Germania che ha lavorato negli altiforni dove la temperatura raggiungeva i 70 gradi; poteva esporsi a questa temperatura, come pure i suoi compagni, solo per 5 minuti;
al suo primo incidente si ustionò una mano e non sapendo come tranquillizzare la moglie al paese, tracciò sulla lettera con la biro la forma della mano ferita... potere della semplicità dei sentimenti e dell'amore!
Tamango
da tamango
grazie per i commenti (96)

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